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domenica 29 marzo 2015

Genitori: Catechismo sì, ma non senza di voi


Mamma e papà, testimonial del Vangelo



In questa seconda parte si vuol trovare un'intesa di partecipazione dei genitori alla formazione cristiana dei loro figli: risvegliare i ricordi dell'infanzia quando i genitori, anche se analfabeti ci insegnavano le prime preghiere che a loro volta avevano appreso dai nostri nonni. I tempi sono cambiati, la preparazione dei genitori intellettuale dei genitori  pure, ciò che renderebbe più agevole la loro partecipazione, tenendo conto che anche i ragazzi non sono quelli di una volta.
Con la mano sul petto, forse anche noi genitori avremmo qualcosa da rimproverarci in fatto di frequenza religiosa: la Chiesa tutta ha bisogno di noi, in  attesa di un risveglio primaverile dei cuori.


Seconda parte:  Lettera del vescovo di Pinerolo ai genitori , educatori nel cammino dell’Iniziazione Cristiana dei figli


Nei primi anni di vita si prepara il futuro

Il mio pensiero va prima di tutto alle famiglie che hanno bambini da zero a sei anni. È questo un
tempo particolarmente ricco di speranza.
È importante che vi prepariate con impegno alla celebrazione del Battesimo dei vostri figli. Il
Signore li vuole rendere partecipi del dono della sua vita divina. Infatti, ricevere il Battesimo è essere “immersi” nella vita di Dio che è Padre, Figlio e Spirito Santo. Da quel momento ciascuno di noi non ha soltanto più un orizzonte terreno, ma eterno. Sarà certamente un giorno di festa che lascerà una traccia profonda nella vostra vita. Rivolgetevi al vostro parroco, se è possibile ancora prima che nasca il bambino, per comunicargli questa bella notizia. Ne sarà certamente contento. Vi accoglierà con molta cordialità, gioia e premura. Vi proporrà due o tre incontri in preparazione al Battesimo.

Credetemi, sono molto utili, perché vi aiutano a comprendere il dono che vostro figlio sta per ricevere e mettono a fuoco quali sono i vostri compiti e le vostre responsabilità come genitori cristiani. Potrete così conoscere più da vicino il vostro parroco e stabilire con lui un rapporto di autentica amicizia e collaborazione.

Questi incontri, forse, non li farà da solo ma con l’aiuto di una coppia di sposi, genitori come
voi, che porterà la sua bella esperienza educativa.
Dopo il Battesimo, la vostra comunità parrocchiale continuerà a seguirvi. La parrocchia la
dovete sentire come la vostra casa. Nei primi anni di vita, il bambino è particolarmente
sensibile a ricevere stimoli che incideranno sul suo futuro. Occorre non sprecare questo tempo.

Quante esperienze religiose si possono trasmettere ai figli tenendoli ancora tra le braccia! L’amore di Dio si sperimenta attraverso il vostro amore. Ad esempio, pregare insieme in famiglia è un’esperienza molto bella. Ho visto dei genitori piangere, guardando il loro piccolo pregare.
Nel periodo dopo il Battesimo sino ai sei anni, il vostro parroco vi inviterà periodicamente a
degli incontri insieme ad altre famiglie, per aiutarvi a capire le fasi di crescita del vostro bambino
e ad accompagnarlo nel suo sviluppo non soltanto umano, ma anche di fede. Essere genitori educatori è un’arte e bisogna impararla.
Incontrandovi con altre famiglie che hanno bambini potrete fare insieme uno stesso cammino, condividere esperienze e scelte, e stringere anche fruttuose amicizie.

Catechismo sì, ma non senza di voi

I bambini crescono e giunge il momento in cui andrete in parrocchia per chiedere al parroco
quando vostro figlio può iniziare il catechismo con gli altri suoi coetanei. Tra le domande che gli porrete, forse, ci sarà anche questa: “Quando farà la Prima Comunione?” Oppure: “Quando farà la
Cresima?” Se guardiamo bene le cose, forse non sono queste le prime domande da fare.
Desidero, invece, aiutarvi a comprendere che il catechismo non ha come scopo ultimo e principale
la celebrazione dei sacramenti.

Il fine della catechesi dell’Iniziazione Cristiana non è preparare ai sacramenti ma introdurre nella
comunità cristiana attraverso i sacramenti, che sono come i passaggi e i momenti alti del cammino.
La catechesi di Iniziazione Cristiana non è, dunque, semplicemente un insegnamento dottrinale,
né “distribuzione” di sacramenti, ma una introduzione alla vita cristiana che coinvolge tutta
la vita. Si potrebbe dire che è un apprendistato.

Ma per fare questo, la vostra famiglia non deve stare ai margini. Vi trascrivo alcuni pensieri tratti da un documento dei vescovi italiani che ha segnato l’inizio del rinnovamento della catechesi: “Insostituibile è la partecipazione dei genitori nella preparazione dei figli ai sacramenti della
Iniziazione Cristiana. In tal modo non solo i figli vengono adeguatamente introdotti nella vita ecclesiale, ma tutta la famiglia vi partecipa e cresce: i genitori stessi annunciando ascoltano, insegnando imparano”

Mamma e papà, testimonial del Vangelo

• Voglio spiegarvi che cosa si intende dire con “Iniziazione Cristiana”. È questa una espressione
un po’ difficile che ritorna sovente in questa lettera.
Vostro figlio ha già imparato da voi, dal vostro amore, dai vostri racconti, dal vostro modo di pregare chi è Gesù e ciò che egli ci ha rivelato di Dio suo Padre. Verso l’età dei sette anni il bambino si mette con più assiduità alla sua scuola per diventare suo discepolo, per seguirlo come suo Maestro, per imparare la vita buona del Vangelo.

L’Iniziazione Cristiana è, dunque, una crescita progressiva nella fede, è una esperienza di vita cristiana proporzionata all’età dei vostri bambini, aiutati e incoraggiati dalla vostra presenza, con il sostegno della comunità, attraverso il parroco e i catechisti.

I fanciulli devono capire che è bello vivere da cristiani. Per questo il catechismo non è scuola, ma
“esperienza di vita”. Ecco perché insisto che accanto ai vostri bambini dovete esserci voi genitori!
Mamma e papà, siete testimonial del Vangelo!
Prima di tutto con l’esempio. È questa la prima strada per trasmettere la fede e far gustare la gioia
del Vangelo. Senza l’esempio si semina inutilmente. Sono sicuro che date l’esempio di valori umani
all’interno della vostra casa. Devono, però, esserci anche gli esempi concreti di vita cristiana: l’amore vicendevole, il perdono, la preghiera, la partecipazione alla Messa festiva …
Durante questo cammino saranno celebrati i sacramenti della Cresima e dell’Eucaristia.
L’Eucaristia è la fonte e il vertice della vita cristiana, è il sacramento della maturità cristiana.

Nella nostra tradizione, la Prima Comunione costituisce per i bambini e i genitori un indimenticabile giorno di festa. Ma, certamente, non è la «festa della Prima Comunione» lo scopo e il punto di arrivo dell’Iniziazione Cristiana dei vostri figli. Il vero scopo è aiutare i bambini e i ragazzi ad entrare nella comunità cristiana e ad acquisire una «mentalità di fede», cioè imparare a pensare, ad amare, a scegliere, a vivere come ci ha insegnato Gesù.

Lungo questo cammino i sacramenti della Cresima e dell’Eucaristia (e anche quello della Confessione) rappresentano le grandi tappe che ci avvicinano alla méta. La domanda, allora,
non è «quando» si celebra la Prima Comunione, ma «come» possiamo accompagnare i nostri figli all’importante appuntamento con Gesù Eucaristia.
E in questo percorso di avvicinamento ci sarà uno stretto coinvolgimento di voi genitori e, d’accordo  con voi, sarà fissato il «quando».

Intanto sarà bello alla domenica, il giorno del Signore, partecipare insieme, come
famiglia, alla celebrazione della Messa.

L’Eucaristia non è soltanto una bella cerimonia, ma è Gesù risorto che si rende realmente presente nel pane e nel vino, che, per opera dello Spirito Santo, diventano il suo Corpo e il suo Sangue. È difficile spiegare questo. Ma è una realtà meravigliosa. Con l’Eucaristia possiamo dire: “Non sono più io che vivo ma Cristo vive in me”. Solo partecipando attivamente e con fede alla Messa, passo dopo passo, riusciamo ad afferrare qualcosa di questo mistero e aiutare i nostri ragazzi a penetrarlo per quanto possibile. Così, quando vostro figlio giungerà alla Messa di “prima comunione”, questa sarà l’inizio di un’esperienza forte di amicizia con Gesù che segnerà profondamente la sua vita

3 commenti:

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